Black out elettrico, candele e carta carbone

Leggo su Wikipedia che “oggi, la carta carbone è caduta quasi in totale disuso. È stata largamente soppiantata da dispositivi elettronici come le fotocopiatrici, che permettono la copia di documenti in maniera più veloce e agevole. Al suo declino ha anche contribuito la diffusione dei personal computer e delle stampanti negli uffici”. Ma cosa accadrebbe se tutto d’un tratto fotocopiatrici, computer, stampanti, tablet e smartphone non fossero disponibili a causa di un black out elettrico prolungato?

Prepararsi

Diamo per scontato che l’elettricità sia sempre disponibile eppure il contesto attuale rende i black out elettrici una reale possibilità. Non solo a causa della guerra tra Russia e Ucraina e ai conseguenti problemi di approvvigionamento del gas ma anche e forse soprattutto a causa dei cambiamenti climatici.

Gran pare delle rete elettrica nei diversi paesi del mondo infatti non è stata progettata tenendo in considerazione condizioni climatiche estreme che non solo possono compromettere la distribuzione ma anche richiedere alla rete quantità di elettricità non originariamente pianificate. Basti pensare alle ondate di caldo straordinario che attraversano ormai costantemente diverse parti del mondo e il conseguente uso di condizionatori d’aria non solo per rinfrescare le persone ma soprattuto le macchine informatiche dalle quali ormai dipendiamo.

Prepararsi per un evento ampiamente previsto e i cui prodromi, o segnali deboli, sono chiaramente visibili è sempre una buona idea.

La carta carbone

Tornando alla carta carbone è quello che sta facendo la Gran Bretagna interrogandosi su come far funzionare uffici governativi e ministeri in caso di black out elettrici prolungati scrive il Financial Times.

Stress test del sistema che risalgono al 2021 prima della guerra in Ucraina e che vengono regolarmente condotti ogni quattro mesi per assicurare, secondo fonti governative, “un livello di risk management e di preparazione appropriati”. Test che hanno assunto un nuovo livello di urgenza alla luce della guerra.

Quali soluzioni sono dunque state identificate considerando che senza computer la macchina di un Paese si ferma? Questo non è dato sapere eccetto che si è riscoperta la “carta carbone” pensando di utilizzarla per condividere comunicazioni tra uffici e dipartimenti.

Immagino che insieme alla carta carbone si siano riscoperte in qualche deposito anche vecchie Olivetti e nastri. Nessun dubbio sulla funzionalità delle prime qualche domanda invece su quale azienda produca ancora i relativi nastri di inchiostro. Ma porsi la domanda permette già di capire dove eventualmente reperirli considerando che in caso di blackout non sarebbe possibile metterli in produzione. È la logica dell’anticipazione, principio fondamentale della gestione di crisi.

Ignorare l’elefante grigio

Il Governo di Sua Maestà ha dichiarato che l’esercitazione assicura che i diversi uffici siamo in grado di rispondere efficacemente a “un’ampio ventaglio di scenari estremi”, a prescindere dalla loro probabilità di verificarsi.

Preparazione e anticipazione. Attendiamo notizie da Roma e dalle nostre “capitali” regionali. Perché ignorare l’elefante grigio non è mai una buona idea.

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